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  • Immagine del redattoreFrancesco Bruno Tagliaferro

RM multiparametrica della prostata

Aggiornamento: 11 lug 2023


Setting RM multiparametrica della prostata
Setting RM multiparametrica della prostata

La RM multiparametrica della prostata è un esame RM della pelvi strutturato per studiare nel dettaglio la ghiandola prostatica. Si esegue con il mezzo di contrasto, e per poterla effettuare è necessario rispettare gli stessi criteri richiesti per qualsiasi altra risonanza con contrasto, vale a dire non essere portatori di pace-maker, non essere allergici al mezzo di contrasto, avere una adeguata funzionalità renale, ecc.


La RM Deve necessariamente essere eseguito con un magnete ad alto campo, 1,5 T o maggiore. Apparecchi con un campo inferiore non permetto un'accurata diagnosi e non devono essere utilizzati per lo studio multiparametrico della prostata.


La RM multiparametrica della prostata non è un esame di screening. E' indicata in caso di sospetto clinico di tumore prostatico, insorto ad esempio durante l'esplorazione rettale o per gli elevati valori di PSA.


ANATOMIA PROSTATICA

Nella prostata si riconoscono quattro diverse regioni, di composizione differente:

  • AFS: Stroma fibromuscolare anteriore

  • TZ: Zona di Transizione, che circonda l'uretra prostatica. Tipicamente ingrandita negli uomini con ipertrofia prostatica, è quella che ne determina i sintomi.

  • CZ: Zona Centrale, localizzata alla base della prostata, posteriormente alla zona di transizione, circonda il dotto eiaculatore destro ed il sinistro.

  • PZ: Zona Periferica, in sede posteriore e laterale

Il 75% dei tumori origina dalla zona periferica (PZ).

Il 25% dei tumori origina dalla zona di transizione (TZ).


Una minima parte dei tumori origina dallo stroma fibromuscolare anteriore o dalla zona centrale.



INTERPRETAZIONE DELLE IMMAGINI

Il termine "multiparametrica" relativamente alla RM prostatica deriva dal fatto che la determinazione dei reperti prostatici viene effettuata tenendo conto di tre parametri fondamentali:

  • le sequenze T2 assiali ad alta risoluzione

  • le sequenze DWI con relativa mappa ADC

  • lo studio di perfusione (con il mezzo di contrasto)

Il confronto di questi tre parametri consente di categorizzare i reperti prostatici secondo la classificazione PI-RADS, la quale prevede 5 categorie, dalla 1 alla 5, con progressivo incremento della probabilità che le aree evidenziate siano neoplasie clinicamente rilevanti, da molto improbabile per la categoria 1 a molto probabile per la categoria 5.


La probabilità di un tumore clinicamente significativo è:

  • PI-RADS 1 – Molto bassa

  • PI-RADS 2 – Bassa

  • PI-RADS 3 – Intermedia/dubbia

  • PI-RADS 4 – Alta

  • PI-RADS 5 – Molto alta

L'interpretazione delle immagini, e i criteri di assegnazione del punteggio PI-RADS, sono differenti per la zona periferica e per la zona di transizione, e questa differenza va debitamente tenuta in conto durante la refertazione.


Prostata normale
Prostata normale
Area patologica PI-RADS 5
Area patologica PI-RADS 5

Come già detto, la diagnosi definitiva di tumore della prostata è istologica, quindi in caso di sospetto è mandatorio eseguire una biopsia prostatica.

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