Cosa รจ l'embolizzazione delle arterie prostatiche?
- Francesco Bruno Tagliaferro
- Jul 21, 2022
- 7 min read
Updated: Jul 11, 2023
Lโembolizzazione delle arterie prostaiche รจ un intervento mininvasivo per il trattamento dellโipertrofia prostatica benigna, eseguito in anestesia locale da Medici Radiologi Interventisti.
Lโembolizzazione della prostata si basa sullโocclusione (embolizzazione), per via endovascolare, delle arterie che vascolarizzano la prostata. Tale procedura induce lโischemia di una porzione della prostata e la successiva e progressiva riduzione dei volumi ghiandolari e quindi dei sintomi urinari.
L'IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA (IPB)
Lโipertrofia prostatica benigna (IPB) รจ un ingrandimento non canceroso, benigno,
della prostata. ร una condizione estremamente comune: riguarda infatti circa il 50% degli uomini tra i 50
e i 60 anni e oltre il 90% degli uomini di etร superiore a 80 anni.
La prostata รจ una ghiandola del sistema riproduttivo maschile che si trova sotto alla vescica e davanti al retto e che si sviluppa tutto intorno alla parte iniziale dellโuretra.
Il ruolo principale della prostata รจ quello di produrre il liquido seminale, uno dei componenti dello sperma, con il compito di nutrire e veicolare gli spermatozoi.
I SINTOMI
I sintomi dellโIPB sono determinati dalla compressione esercitata dalla ghiandola sullโuretra. Questi sono:
Difficoltร ad iniziare la minzione
Intermittenza del flusso
Sensazione che la vescica non si sia completamente svuotata dopo la minzione
Flusso urinario debole
Sforzo durante la minzione
Aumento della frequenza della minzione (pollachiuria), anche di notte (nicturia)
Urgenza (necessitร di svuotare la vescica che non puรฒ essere rimandata)
Bruciore urinario
Incontinenza
ร importante sottolineare che le dimensioni prostatiche non correlano necessariamente con lโintensitร dei sintomi; infatti, anche prostate di dimensioni relativamente piccole possono causare una sintomatologia importante. Questa deriva dalla somma di due componenti: quella statica, determinata dalla massa della ghiandola, e quella dinamica, dovuta al tono della muscolatura liscia del collo vescicale, della prostata e della sua capsula.
La gravitร dei sintomi (lievi, moderati o severi) viene valutata mediante il questionario IPSS, che รจ anche un utile ausilio per verificare lโefficacia degli interventi terapeutici.
LA DIAGNOSI
L'esplorazione rettale puรฒ rivelare un ingrandimento della prostata ed eventualmente aree sospette per eteroplasia.
Il PSA viene valutato con un prelievo del sangue. ร aspecifico, se innalzato puรฒ indicare una sofferenza della ghiandola prostatica determinata tanto da condizioni benigne (infezioni, IPB, traumatismo, ecc.) quanto da patologie maligne (carcinoma).
Un suo aumento richiede un attento monitoraggio ed eventualmente esami piรน approfonditi.
La uroflussimetria รจ un esame molto utile, non invasivo, che permette di valutare e oggettivare il flusso urinario durante la minzione. ร anche un valido strumento di monitoraggio dei risultati di un trattamento, medico o chirurgico.
L'ecografia sovrapubica รจ un esame di semplice esecuzione che permette di valutare i diametri prostatici e di stimare il volume della ghiandola nonchรฉ la sua vascolarizzazione. Contestualmente si studia la vescica, valutando in particolare lo spessore della parete, la presenza di eventuali diverticoli, il residuo minzionale.
La RM multiparametrica della prostata, con mezzo di contrasto, รจ cruciale nella preparazione di una procedura di embolizzazione prostatica, per la ricchezza di informazioni che fornisce riguardo allโanatomia della prostata (volume prostatico sia generale che zonale, dimensioni del lobo medio ed eventuale protrusione in vescica, caratterizzazione della zona periferica e centrale della ghiandola, vascolarizzazione), per la rilevazione di aree sospette per neoplasia che controindicherebbero la procedura), per la possibilitร di studiare lโintero comparto pelvico (linfonodi pelvici, anatomia vescicale, ecc.) con una panoramicitร non consentita dallโecografia.
Lo studio Angio-RM permette di valutare i vasi arteriosi pelvici per un preciso planning preoperatorio.
La biopsia prostatica fusion. Lโeventuale presenza di un carcinoma prostatico deve essere esclusa prima di procedere con lโembolizzazione. La risonanza magnetica permette di identificare aree sospette che, se presenti, devono essere sottoposte a biopsia fusion (cioรจ una biopsia eco-guidata che sovrappone le immagini della RM multiparametrica della prostata a quelle dellโecografia trans-rettale che viene eseguita durante la biopsia). Se il risultato รจ negativo per patologia maligna, allora si puรฒ procedere con lโembolizzazione.
IL TRATTAMENTO DELLโIPERTROFIA PROSTATICA
Il trattamento รจ di solito inizialmente farmcologico, mediante apposita terapia farmacologica. In caso di fallimento si puรฒ rendere necessario un intervento chirurgico o di Radiologia Interventistica (embolizzazione prostatica).
Terapia farmacologica
Alfa bloccanti (doxazosin, terazosin, alfuzosin, tamsulosin): rilassano la muscolatura della prostata e del collo vescicale ed aumentano la portata del flusso urinario.
Inibitori della 5ฮฑ-reduttasi (finasteride, dutasteride). In associazione con gli alfa bloccanti possono determinare una riduzione volumetrica della prostata.
Terapia Chirurgica
Adenomectomia open surgery trans vescicale (ATV) o infravescicale (Millin). Si rimuove lโadenoma prostatico tramite il tradizionale taglio chirurgico. Ancora praticata in caso di prostate molto voluminose. ร gravata da elevata morbilitร post-operatoria.
Resezione transuretrale dellโadenoma prostatico (TURP). Prevede la resezione della prostata attraverso lโuretra. Consente di evitare tagli e permette un piรน rapido recupero post-operatorio.
Nuove metodiche, tra le quali la vaporizzazione transuretrale della prostata (TVP), la laser TURP, la visual laser ablation (VLAP), la Transurethral Microwave Thermo Therapy (TUMT), la Transurethral needle ablation of the prostate (TUNA).
Lโ EMBOLIZZAZIONE PROSTATICA
Lโembolizzazione prostatica รจ un intervento mini-invasivo per il trattamento dellโipertrofia prostatica benigna, eseguito da Medici Radiologi interventisti in anestesia locale e in regime di Week Surgery (una sola notte di degenza in reparto), che consiste nella embolizzazione (occlusione) selettiva delle arterie prostatiche, determinando cosรฌ un'ischemia terapeutica di parte della ghiandola.
QUANDO ร INDICATA
E' indicata in caso di ipertrofia prostatica sintomatica (sintomi moderati/severi) in pazienti (una o piรน delle seguenti)
per i quali il trattamento farmacologico รจ inefficace o non tollerato
ad elevato rischio chirurgico
che preferiscono una procedura mininvasiva
QUANDO ร CONTROINDICATA
โข Neoplasia maligna della prostata
โข Stenosi uretrali
โข Insufficienza renale
โข Calcoli con indicazione chirurgica
โข Infezioni in atto delle vie urinarie
โข Pregressa severa allergia al mezzo di contrasto organoiodato
PRIMA DELLAโINTERVENTO
Prima della procedura รจ necessario lโinquadramento clinico da parte del radiologo interventista per valutare lโeffettiva indicazione alla procedura e lโassenza di controindicazioni, esponendo al paziente i pro e i contro delle diverse tecniche attualmente disponibili.
ร necessario escludere la presenza di un carcinoma della prostata. Pertanto, รจ fondamentale eseguire una RM multiparametrica della prostata prima dellโintervento, ed eventualmente, se questa รจ positiva, una biopsia prostatica fusion.
Sono poi necessari esami ematochimici che comprendano quanto meno l'emocromo completo, l'assetto coagulativo e la funzionalitร renale.
COME SI ESEGUE LโEMBOLIZZAZIONE DELLA PROSTATA
Lโembolizzazione prostatica รจ una procedura mininvasiva eseguita in anestesia locale. ร importante che venga osservato il digiuno per almeno 12 ore. Un catetere vescicale viene inserito prima della procedura e rimane in sede per tutta la durata dellโintervento.
In sala operatoria angiografica, in ambiente rigorosamente sterile, il paziente รจ collocato in posizione supina sul tavolo operatorio e viene preparato come per qualsiasi altro intervento (tricotomia, disinfezione cutanea, preparazione del campo operatorio, ecc.).
Il Radiologo Interventista, dopo aver eseguito lโanestesia locale, effettua una puntura arteriosa ecoguidata dellโarteria femorale comune (destra o sinistra o entrambe), a livello dellโinguine, ed inserisce un introduttore vascolare, una cannula plastica del diametro di pochi millimetri dotata di una valvola antireflusso che consente di lavorare in arteria senza fuoriuscita di sangue.
Dopo aver inserito lโintroduttore, senza ulteriori tagli, il Radiologo Interventista, guidato dalle immagini ottenute in corso dโopera grazie allโutilizzo dei raggi X, naviga allโinterno delle arterie del paziente tramite piccoli cateteri (tubicini di varia morfologia) e posiziona un microcatetere (del diametro millimetrico) nelle arterie che vascolarizzano la prostata; qui rilascia in maniera superselettiva delle micro-particelle che permettono di occludere (embolizzare) i vasi deputati alla vascolarizzazione della prostata.


Lo scopo รจ quello di indurre una ischemica prostatica controllata, la quale avrร un duplice effetto: riduzione del volume prostatico, e quindi della componente statica della sintomatologia prostatica; "rilassamento" prostatico, inteso come riduzione della contrazione delle cellule muscolari lisce del collo vescicale, prostatiche e dell'uretra prostatica, con riduzione della componente dinamica dei sintomi.
Finita la procedura, i cateteri arteriosi vengono rimossi e lโaccesso arterioso compresso per evitare sanguinamenti, senza il bisogno di applicare alcun punto di sutura, in quanto nessuna incisione chirurgica รจ stata eseguita.
DOPO LA PROCEDURA
Una volta finita la procedura si ritorna in reparto. Il catetere vescicale รจ lasciato in sede per la durata del ricovero, durante il quale il paziente dovrร rimanere steso a letto e muoversi il meno possibile per evitare sanguinamenti dallโaccesso arterioso.
Nei pazienti portatori in cronico di catetere vescicale, si fa un primo tentativo di rimozione dello stesso ad una settimana e si verifica la minzione spontanea; se non cโรจ, si ripete il tentativo dopo altri sette giorni, e cosรฌ via fino ad ottenere il risultato voluto.
La dimissione avviene entro 24 ore dalla procedura.
Il Radiologo Interventista prescriverร una terapia antibiotica e cortisonica che il paziente dovrร assumere per 5-7 giorni ed una terapia anti-infiammatoria da assumere al bisogno. Qualsiasi problematica inerente alla patologia o allโintervento deve essere sottoposta al Radiologo Interventista che ha eseguito la procedura o allโUrologo di riferimento.
RISULTATI
I primi risultati sono generalmente immediati, ma alle volte รจ necessario del tempo affinchรฉ lโischemia indotta dallโembolizzazione esplichi i suoi pieni effetti, con un miglioramenteo progressivo della sintomatologia che va avanti per alcuni giorni o settimane, fino a raggiungere la piena efficacia dell'intervento.
Numericamente, i risultati sono i seguenti.
โข Successo tecnico (inteso come riuscita dellโintervento): 75-94,3%
โข Riduzione dei sintomi
3 mesi: 80,7-97,1%
12 mesi: 75,2%
24/36 mesi: 72%
โข Rimozione catetere in pazienti con catetere a permanenza: 91-100%
โข Riduzione volume prostatico: 20-40%
E' degno di nota il fatto che in quasi in tutti i pazienti con catetere vescicale a permanenza, che a causa delle dimensioni prostatiche non riescono ad urinare spontaneamente e per questo il catetere deve sempre rimanere in sede, l'efficacia dell'embolizzazione nella rimozione del catetere รจ molto elevata, superiore al 90%.
Un'altra cosa da notare รจ che la riduzione del volume prostatico non correla in maniera proporzionale con la riduzione dei sintomi. Infatti, il volume puรฒ anche ridursi di poco, ma i sintomi di molto, e questa apparente discrepanza รจ determinata dall'azione sulla componente dinamica dell'ostruzione prostatica.
La riduzione del volume prostatico, di per sรจ, non รจ l'obiettivo dell'intervento, e a ben vedere non รจ neanche il motivo per il quale i pazienti si recano dal medico. Sono i sintomi, determinati dalla IPB, ad essere un problema, e questi vengono trattati.
COMPLICANZE
Durante i primi 3-5 giorni non รจ raro che si verifichino disuria (sensazione dolorosa durante la minzione) e aumento della frequenza della minzione, sintomi che tuttavia sono moderati e che si autolimitano.
Abbastanza comune รจ la cosiddetta Sindrome da post-embolizzazione prostatica, caratterizzata dallโinsorgenza, dopo alcuni giorni dalla procedura, di bruciore prostatico, moderato dolore pelvico, piccole quantitร di sangue nelle urine e/o nelle feci miste a muco, il tutto della durata di 2-3 giorni; puรฒ anche presentarsi una sintomatologia sistemica aspecifica, che comprende affaticabilitร , perdita di appetito, malessere, febbricola. Tali sintomi sono facilmente gestibili con unโadeguata terapia medica con antinfiammatori.
Le complicanze maggiori specifiche per l'intervento (oltre a quelle generiche per le procedure endovascolari) sono determinate dalla embolizzazione non target, vale a dire l'embolizzazione, e l'ischemia, di altri organi che non siano la prostata. Questo puรฒ succedere perchรจ alcune delle arterie che vascolarizzano questi altri organi, come ad esempio il retto e la vescica, possono essere in connessione con le arterie prostatiche e di dimensioni cosรฌ piccole da non essere facilmente rilevabili, e pertanto una parte del materiale embolizzante puรฒ passare, inosservato, in questi vasi, e detereminare un'ischemia involontaria di altri tessuti.
Un'attenta pianificazione, e soprattutto un'attenta esecuzione, dell'intervento riducono al minino questo rischio.
La maggior parte delle volte, in ogni caso, questo tipo di complicanze sono molto fastidiose ma si risolvono senza conseguenze permanenti alla funzionalitร delgi organi colpiti.
Complicanze Minori (17,7%)
Sindrome post-PAE: comune. Bruciore prostatico, dolore pelvico, sintomi sistemici aspecifici. Piccole quantitร di sangue urinario, rettale o seminale. 3-5 giorni. Trattata con FANS, analgesici e antiemetici
Infezioni tratto urinario
Prostatite
Complicanze sito dโaccesso arterioso
Complicanze Maggiori (2,9%)
Embolizzazione non-target: vescica, retto, osso, ecc.
I CONTROLLI POST-OPERATORI
La visita di controllo verrร fatta un mese dopo l'intervento.
Dopodichรฉ, il consiglio รจ quello di eseguire, ogni 12 mesi, una visita urologica con uroflussimetria per la valutazione dei sintomi.
E' buona norma misurare anche il PSA ogni 12 mesi, ma questo indipendemente dalla procedura.









